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Ciro: non è razionale, non si può spiegare

CALCIO

Napoli-Chievo 2-1

ciro

Minuto 93’ di Napoli-Chievo.
A pochi metri da me si sta per battere l’ennesimo corner in favore del Napoli, ma stavolta è l’ultimo!
Bani non vuol sapere di alzarsi da terra, Sorrentino continua a sbracciarsi sulle ali dell’entusiasmo di chi oggi si sente insuperabile, Callejon manda a quel paese il guardalinee che gli fa spostare il pallone dieci centimetri più dietro, il resto della squadra è tutto riversato in area di rigore.
Dalla curva si alza un coro assordante, è la voce disperata di chi non accetta la resa. Non può finire così, non è giusto!
Cross al centro, leggera spizzata di Milik sui piedi di Diawara che la controlla bene. Un istante lungo un’eternità.
La speranza da flebile diventa reale, 70mila persone con la stessa espressione: occhi sgranati, fiato sospeso e mani che stringono la maglia del vicino.
Finalmente parte il tiro, palla all’incrocio dei pali, è l’apoteosi!!!!!
Ciò che viene dopo sfugge a qualsiasi spiegazione logica. Il mio primo urlo è di incredulità, quelli che seguono sono di gioia. Il resto è autentica isteria. Abbraccio Michele, Lello, Gigino. Poi stringo forte coso qua, come si chiama? In realtà non so chi sia, ma ci abbracciamo come fossimo fratelli!
Il coro dalla curva riparte più forte di prima e stavolta non trattengo le lacrime. È la rabbia accumulata in novanta minuti, o forse la gioia per la vittoria oppure l’emozione che trasmette una curva in visibilio.
Probabilmente sono lacrime che semplicemente non vanno motivate, perché parafrasando Arisa tutto questo “NON SI PUÒ SPIEGARE, NON È RAZIONALE, TREMANO LE GAMBE MENTRE GRIDA IL CUORE......”



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