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Ciro: "Anche i Ricchi piangono"

CALCIO

ciro

JUVENTUS STYLE.
Eleganza, efficacia, rigore morale, rispetto delle regole, mentalità vincente. Blasone. L’Avvocato con l’orologio sul polsino. La Fiat che produce lavoro. Educazione, professionalità, intransigenza, ordine. Una macchina perfetta, potente, vincente. L’emblema della casata degli Agnelli, che passa di generazione in generazione.
Il più forte vince, i perdenti trovano scuse e si nascondono dietro gli alibi dei torti arbitrali. È un continuo piagnisteo anti-Juve.
UN CASTELLO DI CARTA, che crolla inesorabile quando cambia la prospettiva, con la Juve che da carnefice in Italia diventa vittima in Europa.
Niente più eleganza, niente più intransigenza, niente più educazione. Giu la maschera. La leggenda lascia spazio alla realtà.
Eliminazioni su eliminazioni in Europa e mai un’ammissione di colpe. Una volta Collina, una volta Platini, una volta Guardiola, una volta l’arbitro Grafe.
C’è sempre un colpevole. La Juventus che perde in Europa non cerca alibi, è realmente martire di un Sistema che non la vuol vedere vincitrice. La Juve non piange.
La Juve esige rispetto, così come va rispettato il suo capitano, che non può essere espulso solo per aver aggredito verbalmente l’arbitro, “perché il capitano può farlo” e poi a 40 anni, con la sua carriera, ha diritto ad un differente trattamento.
Applausi a scena aperta per il capitano quando dice che l’arbitro “al posto del cuore ha un bidone dell’immondizia, è una bestia, un animale, non all’altezza di dirigere una partita di Champions. Se ne stia in tribuna a mangiare patatine!”.
La Juve è vittima, condannata da un rigore che, come dimostra un fermo-immagine di Cesari, è inesistente, perché Benatia “non spinge ma appoggia le mani” e poi “colpisce il pallone”, oltre al costato dell’avversario, ma con la Lazio gli spiegarono che si può fare.
Il Real Madrid paga gli arbitri, o almeno così dice Chiellini, che da laureato in Economia sicuramente ne saprà più di noi. Probabilmente in Europa gli arbitri sono corrotti, in Italia no. In Italia mai parlare di malafede, in Europa “you pay”.
Alla Juve non puoi fischiare un rigore contro al 93’, perché l’arbitro deve avere la sensibilità per capire con quanti sacrifici la Juventus è arrivata a conquistare i meritati supplementari! La stessa sensibilità che ebbe Tagliavento nel non convalidare il gol di Muntari, facendo arrabbiare non poco il mister rossonero Allegri.
Ma da quando è passato in bianconero il mister ha cambiato registro, perché come dice ogni volta: “Lo sapete, io non parlo mai degli arbitri, però stasera......”. E “però domenica”, “però due domeniche fa”, “però tre domeniche fa”. Lo sapete, lui non parla mai di arbitri. Ma c’è sempre un “però”.
La Juve è vittima e va tutelata, introducendo il Var. Possibilmente con le stesse correzioni apportate in Italia da gennaio 2018. Se Bernardeschi la tocca di mano, non consultare il Var. Se Cuadrado abbatte Cacciatore, non consultare il Var. Se Benatia colpisce Leiva al torace, non consultare il Var. Se Benatia trattiene Diabate, non consultare il Var. Se assegni rigore alla Fiorentina, consultalo ed inventati un fuorigioco. Se ti sfugge il rigore su Pjanic, assegnalo con il Var. Tutto sommato così ci piace, ma avvisate anche Massimo Mauro!
Lo stile Juventus vale #finoalconfine. Superata le Alpi.....anche i ricchi piangono!



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